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Riunione comitato (ingresso C.so Regina 47)

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LE PROVVISTE ----- LA SPESA DELLA SETTIMANA

 

 

Il termine GAP (acronimo per Gruppo di Acquisto Popolare) è giocato sul riferimento storico dei Gruppi di Azione Partigiana, che dal 1943 fino alla fine del secondo conflitto mondiale contribuirono in modo significativo alla liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.
Il GAP in seno al ComitatoQuartiereVanchiglia si configura come un gruppo di acquisto i cui obiettivi non sono solo quelli forse scontati dell’abbattimento dei costi, bensì l’attenzione verso la qualità dei prodotti, ovvero la loro sostenibilità, anche e non solo secondariamente in termini sociali e ambientali.

Il GAP del ComitatoQuartiereVanchiglia si è spontaneamente costituito nell’estate del 2009 e si autogestisce nell’organizzazione della logistica e della tempistica degli acquisti. In questa fase è stato indetto un gruppo di lavoro dedicato, che come primo obiettivo si è dato quello di un censimento interno per costituire una lista di “gappisti”: un numero significativo di residenti e non, coinvolti in questo progetto. In questa fase iniziale, di pari passo verranno sviluppati una serie di contatti con produttori locali (potenzialmente si persegue il km zero), che saranno selezionati sulla base di criteri di trasparenza (quindi la triangolazione della sostenibilità di cui sopra) e che quindi in seguito diventeranno fornitori ufficiali del GAP.

Attualmente l’offerta verte soprattutto su prodotti alimentari, quali frutta e verdura (Azienda Bordone, mercato rionale di piazza Santa Giulia), ma essa verrà presto estesa all’olio extravergine d’oliva, alla pasta da agricoltura biologica, ai detersivi e detergenti per il corpo con tensioattivi di origine vegetale.

In una prospettiva prossima, il GAP si prefigge – se come si auspica raggiungerà una partecipazione numericamente adeguata – di includere prodotti quali carne e formaggi certificati.

Sarà forse superfluo sottolinearlo, ma l’obiettivo principale di questa esperienza vuole essere quello ambizioso di costruire forme di comunità animate da una coscienza critica nei confronti dei moderni metodi di produzione e consumo alimentare. A questo fine il gruppo di lavoro si propone di pubblicare su DiZona interventi di volta in volta destinati a suscitare domande e critiche sul nostro modo di alimentarci, nonché di aggiornare i lettori con i nostri progressi.


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