*Ogni Giovedì dalle h 17,00!

Riunione comitato (ingresso C.so Regina 47)

  *Tutti i giovedì dalle 18,15 alle 19,15 e dalle 19,20 alle 20,20

Corso di inglese per principianti assoluti

   *Venerdì 20/4 dalle h 17,00!

appuntamento con il gruppo di tricotage Aiferricorti (cortile C.so Regina o Lu.Po.)

  *Sabato 3/5 dalle 16,45 alle 18,45

Corso di stop motion


    
ALLA RICERCA DELL'ANTENATO PERDUTO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Ottobre 2009 00:00

Corso di pedagogia tribale ovvero "Allevamento alla comunità ed al mutuo soccorso"
tenuto da Gianni Milano

09/09/09 - 02/10/09

L’educazione non è una formula scolastica, ma un’opera di vita…e i bambini…sono come le pecore: vogliono salire sempre, voi non avrete pace né sicurezza se non saprete aiutarli, precederli a volte verso le cime, o seguirli… Guai a quegli esseri che troppo presto addomesticati, hanno perso il gusto dell’ascesa, e come vecchi alla fine della corsa, preferiscono, all’aria dello spazio e all’azzurro del cielo, il collare dell’asservimento e il pastone della rinuncia! Tutte le vie che conducono verso le cime sono buone. “ – Célestin Freinet (I detti di Matteo)

La proposta consiste nella realizzazione d’una serie di incontri, di offerta, di scambio, di sperimentazione, aperti a tutti coloro che ritengono, giustamente, d’avere obblighi verso i più piccoli, d’avere doni da proporre a color che stanno crescendo, allevandoli (ad-levare = facendoli crescere) in armonia con se stessi e con il mondo.
Tale tipo di relazione passa attraverso la mutua collaborazione, la partecipazione ad un disegno ampio, la solidarietà con l’ambiente.
Si attua nella scuola ma anche fuori e la prima è in funzione della comunità che la giustifica. In una società globalizzata e globalizzante, freneticamente volta all’auto-distruzione, pare più che mai necessario realizzare un passo indietro, sottraendosi al vortice.
In tale senso operava Freinet, rivolgendosi all’esperienza e saggezza dei popoli, specialmente di coloro che, ancora al margine del tritacarne post-industriale, erano in grado di fornire esempi di vita solidale, fuori dalle contrapposizioni schematiche e sterili.

Chiamai tale prassi ‘ pedagogia tribale’.

Sarebbe interessante, per insegnanti e non, sostare un tempo per riflettere, scambiarsi opinioni e suggerimenti, oltre che per verificare progetti già attuati in ambito istituzionale, aventi struttura e finalità ‘tribali’. Potrebbe servire come guida e linea di percorso l’analisi del progetto intitolato “Alla ricerca dell’antenato perduto” ideato e realizzato da Gianni Milano in tre anni di collaborazione con una classe elementare dalla prima alla terza.

Riflessioni, certo, ma anche acquisizione di tecniche, ritmi e stili, miranti a favorire un apprendimento creativo, socializzante, plastico e terapeutico, avente come scopo precipuo la realizzazione di una identità, di un’appartenenza e radicazione da parte di bambini, separati, istituzionalizzati ed indottrinati. Chi ha voglia di provare a respirare, come scrive Freinet, aria di altura, si faccia avanti. Sperimenteremo l’essere, anche se soltanto temporaneamente, una tribù, per lavorare, poi, con i bambini, tribalmente.
Gianni Milano

Ogni essere umano oggi in vita, moderno o tribale, primitivo iperaddomesticato, ha un’anima originale e naturale…Poiché il corpo moderno è il mondo, ogni singolo individuo sulla terra, indipendentemente dalla razza o dal suo contesto culturale, ha un’anima indigena che sta lottando per sopravvivere in un ambiente sempre più ostile, creato da quella mente dell’ego, che condivide le usanze dell’età della macchina.
Per questo motivo, il corpo si è trasformato in un campo di battaglia tra la mente razionale e l’anima naturale…
Nel corso degli ultimi due o tre secoli, la mentalità spietata e distruttrice della civiltà è progredita sulla terra, divorando le popolazioni, la natura, l’immaginazione e il sapere spirituale…
Ora ciò che in ognuno di noi è innato, naturale, sottile, difficile da spiegare, generoso, graduale e orientato al villaggio viene bandito nei ghetti del nostro cuore…
La nostra anima indigena viene totalmente trascurata e messa da parte nella confusione dell’attività competitiva della mente, fino a che il nostro essere autentico si sente come un membro di una tribù in mezzo al traffico di una grande città: fuori luogo, perduto e senza casa.”
(Martin Prechtel – I segreti del giaguaro che parla - Sonzogno, Milano 1999)

LA SCUOLA di Paulo Freire
Lettera aperta di Gianni Milano alla fine del corso
Impressioni di Paola Lai

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Novembre 2009 10:13